Home
Il Piano di Zona
Ambito territoriale
L´Assetto istituzionale
La Concertazione
Agenda
Download
Forum
Contattaci

   PIANO DI ZONA ALTO TAVOLIERE
IL PIANO DI ZONA

Con l’approvazione della Legge Quadro n. 328 del 2000 sul Sistema integrato di interventi e servizi sociali è stato introdotto, quale strumento fondamentale per la programmazione delle Politiche Sociali, il Piano Sociale di Zona (P.d.Z.).
Attraverso tale strumento di programmazione i Comuni, associati in ambiti territoriali individuati, di solito, dalle Regioni, d’intesa con le Asl e con il concorso di tutti i soggetti attivi nella programmazione, progettazione e realizzazione di interventi sociali sul territorio, sono chiamati a disegnare il sistema integrato di interventi e servizi sociali con riferimento agli obiettivi strategici, agli strumenti realizzativi e alle risorse da attivare.
Per quanto riguarda la Regione Puglia, poi, i contenuti della Legge Quadro, e dunque l’introduzione del Piano Sociale di Zona quale strumento privilegiato di programmazione nel sociale, sono stati recepiti attraverso l’approvazione della Legge Regionale n. 17 del 2003 che ha tracciato i capisaldi del sistema integrato in Puglia rimandando al successivo Piano Regionale la definizione degli obiettivi prioritari generali e specifici, delle linee di indirizzo programmatico e dei vincoli che dovranno essere rispettati dagli Ambiti territoriali nella predisposizione dei Piani.

In particolare dalla lettura della normativa è possibile definire significati, finalità e contenuti dello strumento "Piano Sociale di Zona".

Partendo dalle finalità che persegue è opportuno citare:

- la formazione di sistemi integrati locali di intervento fondati su servizi e prestazioni complementari e flessibili valorizzando le risorse locali di solidarietà e di auto-aiuto e responsabilizzando i cittadini nella programmazione e verifica dei servizi;
- la qualificazione della spesa e l’ attivazione di risorse frutto della concertazione a livello locale;
- la definizione del riparto della spesa tra i Comuni dell’ambito, l’Asl e gli altri soggetti eventualmente firmatari dell’Accordo di programma;
- la definizione di iniziative di formazione e di aggiornamento degli operatori.

I contenuti, invece, riguardano:

- gli obiettivi strategici e le priorità d’intervento nonché gli strumenti e i mezzi per la relativa realizzazione;
- le modalità organizzative dei servizi, le risorse finanziarie, strutturali e professionali, i requisiti di qualità in relazione alle disposizioni adottate dalla Regione;
- le modalità per garantire l’integrazione tra servizi e prestazioni soprattutto in relazione ai servizi socio-sanitari;
- le modalità e le regole di concertazione con i soggetti pubblici e privati operanti sul territorio l’Asl per garantire l’integrazione tra i servizi sociali di ambito e i servizi sanitari distrettuali, con gli altri attori locali (art.1 comma 4 l.328/00).


Interessante, per cogliere pienamente il senso e la portata che può avere il Piano Sociale di Zona, riportare le parole di Franco Vernò, esperto di programmazione e pianificazione sociale, (in Piani di Zona, Studi Cancan. Politiche e servizi alle persone, n. 2 del 2001.) che evidenziando i rischi di un approccio alla programmazione territoriale eccessivamente preoccupata dell’aspetto formale e degli adempimenti amministrativi, sostiene che il Piano di Zona deve essere “uno strumento della comunità e per la comunità…una carta della cittadinanza sociale siglata dal patto di corresponsabilità tra istituzioni e altri soggetti comunitari - pertanto le amministrazioni locali dovranno - far leva soprattutto sugli aspetti relazionali, sull’interazione, sulla concertazione, perché lo strumento risulti partecipato, integrato, contestualizzato, condiviso." E’ questa l’unica strada per valorizzare le soggettività presenti nella comunità, le risorse attivabili, i fattori di sviluppo presenti in essa. Va inoltre superata una visione dei cittadini e dei gruppi sociali come meri destinatari degli interventi e dei servizi, perché “la costruzione e la realizzazione dei PdZ è l’occasione per promuovere una piena cittadinanza sociale in cui il tema dell’esigibilità dei diritti sanciti viene coniugato con quello dei doveri di solidarietà e della partecipazione responsabile”.



Nella sezione DOWNLOAD è possibile scaricare tutto il Piano Sociale di Zona dell’alto Tavoliere nella versione presentata alla Regione Puglia con tutti gli allegati ed il materiale ad esso collegato.

powered by netplanet